"INTERACT jazz trio" feat. Massimo Manzi 

 

Pino Melfi trumpet

Dino Plasmati guitar

Camillo Salerno contrabbasso

feat. Massimo Manzi drums

 

Tom Harrell, Kenny Dorham, Woody Shaw, Chet Baker, Lee Morgan, Miles Davis…..solo alcuni degli autori ed interpreti trattati nel progetto. 

 

La stragrande maggioranza dei famosi nomi del jazz, non ha avuto vita facile, per caso o per scelte, per uno strano scherzo del destino o per semplice direzione di vita presa volutamente…molti sono finiti prematuramente o sono finiti male.

 Nel progetto in questione si mettono in evidenza le vicende di molti dei trombettisti del jazz, autori o semplici interpreti, ma accomunati tutti dallo stesso unico elemento: vita dura.

 

Woody Show muore suicida a soli 44 anni a seguito di numerosi problemi di salute, Lee Morgan viene ucciso dalla moglie  all’età di 34 anni Miles Davis nonostante il benessere familiare e derivante dalla sua notorietà e dai suoi grandi successi vive una vita difficile fra droga e problemi con la giustizia. Chet Baker si cerca ancora di capire se dare ascolto alla versione che lo dà suicida o morto alla fine di un regolamento di conti. Tom Harrell per fortuna ci delizia ancora con la sua inimitabile musica, ma tutti noi conosciamo almeno in parte la sua condizione.

 

Potremmo continuare con Kenny Dorham morto per una grave malattia ai reni, Fats Navarro morto di tubercolosi…ma si correrebbe il rischio di oscurare la loro grandezza di musicisti.

Questo l’obiettivo del progetto in questione, omaggiare la musica e le esecuzioni di musicisti che hanno avuto una vita davvero dura o troppo breve… 

 

Per alcuni di loro la vita è stata talmente breve che... una vita vera e propria non l'hanno avuta. Proviamo solo ad immaginare cosa avrebbero fatto avendo a disposizione qualche anno in più. 

 

 

ARRENBI’ – Piccoli concerti senza orchestra

 Il progetto Arrenbì da un’idea di Fabio Caruso (voce e strumenti percussivi) e Pasquale Ninni (chitarra acustica e cori) con la collaborazione di Pino Melfi (tromba)

Sfruttando lo stile chitarristico di Pasquale Ninni, che inserisce all’interno di sonorità e dinamiche tipiche del rock anche tecniche polifoniche dello stile classico, la voce “blues” potente e graffiante di Fabio Caruso e lo splendido sound poliedrico di Pino Melfi, l’idea di base dei tre musicisti è quella di affrontare il repertorio a loro più congeniale, rivisitandolo in chiave strettamente acustica e spesso riarrangiandolo in maniera personale.

Gli Arrenbì presentano nel loro repertorio alcuni dei più grandi capolavori della musica rock, blues e soul, con particolare attenzione agli anni ’60-’70 ed ’80.

Obiettivo degli Arrenbì è quello di esprimersi attraverso un sound mai banale  ed uno spirito sempre nuovo ad ogni concerto.  

 

 

 

ITALIAN JAZZ STANDARDS - INTERFERENZE BLUE

 

Trumpet: Pino Melfi

Voce: Cinzia Morello

Piano: Valerio Iorio

Bass: Michele Ragone

Drum: Olindo Linguerri

 

Da Bruno Martino a Paolo Conte, da Fiorella Mannoia a Mina. Numerosi sono gli artisti italiani che ben si affiancano agli autori degli standards della tradizione musicale americana.

La cura negli arrangiamenti, le contaminazioni e l'originalità nelle esecuzioni fanno di questo lavoro un piacevole materiale fruibile in diversi contesti.

 

RE-PLAYNG J.C. - PINO MELFI 4tet

special guets NICO GORI

 

Trumpet  - Arranger: Pino Melfi

Vibraphone: Marco Pezzenati

doubleBass: Renato Grieco

Drum: Stefano Costanzo

SPECIAL GUEST: NICO GORI

 

Risuonando J. Coltrane, prendendo in considerazione non il suo aspetto mistico, ne tantomeno la sua arditezza armonica, bensi i suoi temi. Il progetto è concepito su alcuni brani scritti dal grande sassofonista divenuti da sempre degli standards, ed in quanto tali, utilizzabili per esser manipolati, riarrangiati, reinterpretati.

 

 

Orchestra Jazz Parthenopea

www.orchestrajazzparthenopea.com

 

MUSICIANS CURSED

  

Tom Harrell, Kenny Dorham, Woody Shaw, Chet Baker, Clifford Brown, Lee Morgan, Miles Davis…..solo alcuni degli autori ed interpreti trattati nel progetto, si parte dal duo (tromba e pianoforte) ma che è spesso ampliato al trio al quartetto e con la presenza di ospiti anche al quintetto.

 

La stragrande maggioranza dei famosi nomi del jazz, non ha avuto vita facile, per caso o per scelte, per uno strano scherzo del destino o per semplice direzione di vita presa volutamente…molti sono finiti prematuramente o sono finiti male.

 Nel progetto in questione si mettono in evidenza le vicende di molti dei trombettisti del jazz, autori o semplici interpreti, ma accomunati tutti dallo stesso unico elemento: vita dura.

 

Clifford Brown muore a solo 25 anni in un incidente, Woody Show muore suicida a soli 44 anni a seguito di numerosi problemi di salute, Lee Morgan viene ucciso dalla moglie  all’età di 34 anni Miles Davis nonostante il benessere familiare e derivante dalla sua notorietà e dai suoi grandi successi vive una vita di stenti fra droga, e discriminazione razziale. Chet Baker si cerca ancora di capire se dare ascolto alla versione che lo dà suicida o morto alla fine di un regolamento di conti. Tom Harrell per fortuna ci delizia ancora con la sua inimitabile musica, ma tutti noi conosciamo almeno in parte la sua condizione.

 

Potremmo continuare con Kenny Dorham morto per una grave malattia ai reni, Fats Navarro morto di tubercolosi…ma si correrebbe il rischio di oscurare la loro grandezza di musicisti.

Questo l’obiettivo del progetto in questione, omaggiare la musica e le esecuzioni di musicisti che hanno avuto una vita davvero dura o troppo breve… 

 

Per alcuni di loro la vita è stata talmente breve che alcuni di loro non l'hanno avuta. Proviamo solo ad immaginare cosa avrebbero fatto avendo a disposizione qualche anno in più. 

 

 

STABAT MATER in Jazz

 

Con musicisti straordinari un progetto straordinario. 

Lo "STABAT MATER" in Jazz è un progetto che Pino Iodice e Giuliana Soscia portano avanti da un po e da marzo in poi verrà presentato con questo nuovo organico e con nuovi arrangiamenti, facendone un lavoro ancora più particolare ed interessante. Le interpretazioni di Giuliana Soscia ed i Tamburi rituali (Batà) di Giovanni Imparato risuoneranno nelle vostre orecchie, mescolandosi al Jazz che scaturirà dalla formazione tutta.

PINO IODICE - GIULIANA SOSCIA - GIOVANNI IMPARATO - PINO MELFI - ATTILIO ZANCHI.

 

Jack&Rozz

 

A.Tedesco/P.Melfi 5tet

Si tratta di arrangiamenti di famose canzoni rock, in carattere jazz  che scaturiscono partendo da cellule tematiche riconoscibili, e stravolgendo a volte la metrica del pezzo ed altre il sound e l'armonia stessa del brano.

Tutti noi proveniamo da esperienze di vario genere, ma con un unica chiave di lettura, il jazz. E da questo linguaggio che partiamo per sviluppare ed elaborare i vari pezzi di carattere rock. Gli intrecci, i timbri contrastanti e le dinamiche la fanno da padrone, come i cambi di tempo e ritmi che stravolgono quasi completamente il carattere originale del pezzo trasformandolo continuamente.

 

Il Jack&Rozz è il rock a modo nostro, brani ascoltati negli anni passati, che oggi per noi hanno altre caratteristiche. 

 

 Pino Melfi                      trumpet

Alessandro Tedesco    trombone

Giovanni Francesca     guitar

Aldo Capasso                 bass

Giampiero Franco         drum

 

Vico San Gennaro Jazz 5et

"Tutte le strade portano a Napoli"

 

Enzo Amazio                     guitar

Bruno Persico                   piano

Pino Melfi                          trumpet

Gennaro Di Costanzo     bass

Enzo De Rosa                    drums

 

Il titolo del Progetto "Tutte le strade portano a Napoli" nasce dall'idea di dedicare tutti i brani a strade tipiche di Napoli, come a voler indicare la loro comune appartenenza pur esprimendo colore e carattere diversi. Sintetizza la natura diversa degli autori ed il loro modo di esprimersi, una musicalità che però si fonde e si alimenta a vicenda, avendo una matrice comune. Chi vive a Napoli comprende facilmente come le diverse strade della città o i diversi quartieri, esprimano suoni, immagini e persino odori, emozioni ed ispirazioni diverse. La traduzione in musica delle emozioni, da sempre, spetta agli artisti, in questo caso autori ed interpreti di se stessi.